by: Riforma e Progresso APS | Scade il 02/02/2026 | Tipo raccolta: O tutto o niente!
“Quanti anni hai?È una domanda semplice, ma descrive perfettamente la condizione di un’intera generazione.
Per la Gen Z l’ansia non è un episodio: è un sottofondo costante. Comincia a scuola, cresce all’università, esplode quando ci si affaccia al mondo del lavoro, alla precarietà, ai soldi che non bastano, alla solitudine, ai social che non si fermano mai. Molto spesso viene trattata come un problema personale, quando invece è il sintomo evidente di un sistema che ha lasciato i giovani senza strumenti.
In Italia oltre 700.000 under-25 soffrono di ansia e depressione: una cifra enorme, che fotografa un disagio profondo e diffuso. Tra i giovani sotto i vent’anni, la prevalenza di ansia e depressione è cresciuta del 20% tra il 2018 e il 2022.
E in Europa la situazione è ancora più chiara: il suicidio è la prima causa di morte nella fascia 15-29 anni.
Il bonus psicologo 2025 del Governo (9,5 milioni di copertura) è andato esaurito il primo giorno, solo 6.300 hanno potuto riceverlo ma sono centinaia di migliaia le persone che hanno fatto richiesto.
Numeri che parlano da soli e che raccontano una crisi generazionale troppo grande per essere ignorata.
Nei nostri servizi giornalistici sul campo, negli incontri nelle scuole, nei festival, nelle piazze e nelle università, abbiamo parlato con migliaia di ragazze e ragazzi da tutta Italia. Da queste esperienze – dirette e verificabili – emerge una verità semplice: i giovani non stanno male perché sono fragili, ma perché sono soli.
E la politica continua a non considerare questo tema come una priorità nazionale.
Per questo abbiamo deciso di intervenire.

Il Progressista - giornale della gen z nel 2026 farà un viaggio attraverso l’Italia per raccogliere testimonianze reali, dati verificati, video, reportage, incontri pubblici e analisi che rendano finalmente visibile ciò che oggi resta nascosto. Vogliamo costruire un quadro chiaro, documentato e accessibile a tutti.
La nostra inchiesta non si fermerà online:
la porteremo in Parlamento, chiedendo alle istituzioni di riconoscere questa crisi e assumersi la responsabilità di affrontarla.
Sostenere questa campagna significa finanziare un giornalismo indipendente, giovane, libero da condizionamenti, che vuole trasformare un malessere individuale in una voce collettiva.
Significa permetterci di viaggiare, ascoltare, documentare, raccontare e consegnare alle istituzioni il ritratto più completo mai realizzato sull’ansia giovanile in Italia.
Significa trasformare una domanda personale —
“Quanti anni hai? E quanti ne hai vissuti davvero senza ansia?” —
in un’inchiesta nazionale che nessuno potrà più ignorare.
Aiutaci a farlo.
Aiutaci a portare questa storia dove deve arrivare: nel dibattito pubblico e nelle istituzioni del Paese.

Pagheremo (in regola e adeguatamente) persone under 30 che realizzeranno:

1) Rendere la salute mentale dei giovani un tema pubblico, non privato
L’obiettivo è rompere l’isolamento e lo stigma, creando spazi sicuri dove parlarne senza vergogna.
2) Offrire strumenti concreti a chi è in difficoltà
Vogliamo fornire risorse accessibili, materiali verificati, contatti utili e percorsi chiari per chiedere aiuto.
3) Formare chi sta accanto ai giovani
Daremo strumenti utili direttamente ai ragazzi ma anche agli insegnanti, educatori, genitori e chi è a contatto con i giovani.
4) Andiamo in Parlamento e in tutta Italia.
Andremo ovunque dalle metropoli alle periferie, per parlare del tema e dare aiuto.
Andremo nelle scuole, nelle università e nelle associazioni e vogliamo essere ascoltati anche in Parlamento.
5) Spingere la politica a investire sulla salute mentale giovanile
L’obiettivo è che Comuni, Regioni e Governo includano la salute mentale dei giovani nei bilanci, nei servizi territoriali e nei programmi scolastici.
Oggi ansia, panico e depressione tra gli under 25 vengono trattati come casi individuali, lasciati alle famiglie o alle scuole. Ma non sono emergenze private: sono un problema pubblico.
La campagna ha un obiettivo preciso: costruire dati, esperienze e richieste concrete che mettano le istituzioni davanti alle proprie responsabilità.
L’obiettivo finale è che Parlamento, Regioni e Comuni includano la salute mentale dei giovani nei bilanci, nei servizi territoriali e nei programmi scolastici.


Riforma e Progresso è una rete di attivisti, giornalisti, amministratori, giovani e meno giovani uniti da una convinzione semplice ma potente: l’Italia ha bisogno di una nuova stagione di riforme, giuste e popolari, che parlino al presente e al futuro. Non ci rassegniamo all’idea che tutto debba restare com’è. Al contrario, crediamo che un altro Paese sia possibile – più giusto, più moderno, più equo – a condizione che chi ci crede si metta in gioco, con idee, competenze, passione e spirito collettivo. Siamo nati attorno a una piattaforma online, www.riformaeprogresso.it, e siamo cresciuti grazie all’incontro tra realtà locali, percorsi civici, energie della sinistra democratica e riformista. Siamo quelli che vogliono coniugare diritti sociali e civili, uguaglianza e innovazione, sostenibilità ambientale e giustizia fiscale. Non una corrente né un partito, ma un laboratorio permanente per far avanzare idee e costruire nuove alleanze. Il nostro prossimo passo è lanciare Il Progressista, un nuovo giornale digitale scritto da e per la Generazione Z. Uno spazio indipendente, radicale, fresco, che racconti il mondo con uno sguardo progressista, dalla parte delle nuove generazioni e contro l’egemonia dei boomer. Un giornale che non si limiti a commentare, ma che generi visioni, mobilitazioni e cultura politica. Per farlo abbiamo bisogno dell’aiuto di tutte e tutti. Per questo stiamo per lanciare una campagna di crowdfunding su Ideaginger, con un obiettivo chiaro: costruire insieme le fondamenta di questo nuovo progetto editoriale. Ogni contributo, piccolo o grande, sarà un mattoncino per dare voce a chi troppo spesso non viene ascoltato. È tempo di prenderci lo spazio che ci spetta, con parole nuove e strumenti all’altezza delle sfide del nostro tempo. Riforma e Progresso è questo: partecipazione, autonomia, costruzione. Chi vuole cambiare davvero, qui trova casa.
Siamo sulla Gazzetta di Reggio e tanti altri giornali con la nostra campagna! +1.600€ raccolti tra crowdfunding e donazioni tramite bonifico.
Ecco i gloriosi GINGERs che hanno sostenuto il progetto finora:
Giovanna Rocco
Fabio Barbera
Delia David
Luca Belloli
Francesco Sergio
Barbara Bosi
Laura Belloli
Felice David
Sebastiano Lucia
Alessandro Zuchi
Marta Puddu
Ilaria Maceri
Giada Breschi
Asia Del Nero
Maria Motta
Marica Palma Sapio
Federico Scolari
Maria Paola Gambarelli
Eleonora Galante
Galante Eleonora
Roberto Riga
Roberto Marmiroli
Grazia Maria Calonghi
Valentina Cerpelloni
Stefano Ferrari
Francesca Longhin
Monica Bonilauri
Paolo Rutili
Luigi Tam
Romeo Rossi
Simone Tosi
Angelo Pezzotta
Melissa Youssi
David Youssi
Manuela Cocchi
Michele Bagnato
IRMA DE LUCIA
Enzo Brancati
Federica Seghezzi
Edoardo Pietro Demuru
Marzia Maioli
Aurelia Bombardieri
Mara Mazzali e Rino De Lucia
Alessandro Rossetti
Francesco Davide Duchetta
Luigi Gravela
Davide Gianoncelli
Cécile Derny
Dennis Verra
adriano Arati
Valentina Cerpelloni
Stefania azzali
Paolo Pergolizzi
Erminio Spagni
Francesco Costiero
Vittorio Spagni
Claudia Manzini
Nicolo Vernaci
Giacomo Scotton
Giacomo Merli
Luciano Bonilauri
Emil Banca Credito Cooperativo - Contagio Solidale
https://www.ideaginger.it/progetti/questa-ansia-non-e-nostra-la-gen-z-porta-in-parlamento-la-piu-grande-indagine-d-italia.html
Commenti dei sostenitori
Sei super gentile! grazie Davide per il tuo contributo!
Alessandro Zuchi - 10/01/2026Anche noi! Grazie Alessandro con il tuo contributo porteremo questa inchiesta fino al Parlamento ad ottobre 2026
Giada Breschi - 08/01/2026Grazie a te Giada!
[Anonimo] - 06/01/2026Grazie a te per il tuo supporto!!!
[Anonimo] - 30/12/2025Grazie mille Luca. Grazie di cuore per il sostegno ❤️ Davvero. Se ti va, condividi la campagna nelle tue storie o in un gruppo: ci aiuta tantissimo. L’ansia non è una colpa individuale: è una questione pubblica.
Manuela Cocchi - 27/12/2025Grazie, è un gesto che conta più di quanto sembri 🙏 Se puoi, girala a 2–3 persone che “capiscono” il tema: ogni condivisione fa la differenza. Non vogliamo solo raccontare l’ansia: vogliamo trasformarla in dati e diritti.
Federica Seghezzi - 27/12/2025Grazie mille! 💛 Stiamo costruendo qualcosa di serio e collettivo. Se la condividi, ci dai una mano enorme ad allargare la rete. Perché l’ansia non è fragilità: spesso è il prezzo di un sistema che schiaccia.
Mara Mazzali e Rino De Lucia - 25/12/2025Grazie davvero per la donazione Mara e Rino❤️ Se ti va, condividi il link: anche solo una storia su Instagram è utilissima. Questa ansia non è “solo nostra”: è una condizione sociale che va affrontata insieme.
Alessandro Rossetti - 24/12/2025Grazie! Ci stai aiutando a portare la voce della Gen Z dove di solito non arriva. Se puoi, condividi la campagna con un breve messaggio personale: funziona tantissimo. L’ansia non è un difetto: è un segnale che qualcosa non sta funzionando.
Valentina Cerpelloni - 19/12/2025Che bello leggere il tuo supporto Valentina! grazie 🙌 Se ti va, condividila con chi vive queste cose in silenzio: può essere un aggancio importante. Parlarne è già una forma di cura, ma servono anche scelte politiche.
Erminio Spagni - 19/12/2025Grazie di cuore ❤️ Ogni contributo è un pezzo di inchiesta in più. Se puoi, aiutaci a farla girare: storie, WhatsApp, gruppi—vale tutto. L’ansia non si risolve con la forza di volontà: si combatte con comunità e servizi.
Giacomo Scotton - 19/12/2025Grazie davvero Giacomo! ✨ Se ti va, condividi la campagna: ci serve per arrivare a chi ancora pensa di essere “solo”. L’ansia isola: noi stiamo costruendo una rete.
Giacomo Merli - 19/12/2025Grazie Giacomo! ci dai energia e credibilità 🙏 Se puoi, chiediamo un ultimo aiuto: condividila e scrivi perché hai scelto di sostenere. Perché l’ansia non è un problema privato: è una questione generazionale e politica.
Luciano Bonilauri - 19/12/2025Grazie Luciano per esserci ❤️ Se ti va, condividi il link: anche una singola condivisione può portare nuove donazioni e nuove storie. Non stiamo chiedendo “attenzione”: stiamo chiedendo responsabilità.