E se prendessimo il tumore per la gola?
Ognuno di noi ha un cibo preferito. Quella pietanza a cui è difficile dire di no. Anche quando siamo sazi, ne vorremmo ancora.
Anche il tumore ha le sue preferenze. Per crescere, ogni tumore ha bisogno di nutrirsi. Ma non tutti “mangiano” le stesse cose. Alcuni sembrano preferire zuccheri, altri grassi, altri ancora metaboliti presenti nell’ambiente che li circonda.
A volte il modo più semplice per dimagrire è ridurre la disponibilità del cibo di cui siamo più golosi. Allo stesso modo, se sapessimo di cosa è ghiotto il tumore, potremmo provare a limitarne la crescita riducendo proprio quei nutrienti. E se i microbi che abitano la nostra flora intestinale agissero come piccoli chef, trasformando nutrienti in forme particolarmente gradite al tumore? Aiutaci a scoprirlo!
Nuovo obiettivo
Primo obiettivo raggiunto…. e ora possiamo andare oltre!
Grazie all’incredibile supporto delle nostre sostenitrici e dei nostri sostenitori abbiamo già sbloccato il co-finanziamento BiUniCrow e raggiunto il primo obiettivo della campagna.
Ma possiamo andare ancora oltre.
Abbiamo verificato la disponibilità di ulteriori campioni tumorali per cui disponiamo già dei dati sul microbiota intestinale: raggiungendo il nuovo obiettivo di 12.000€ potremo estendere lo studio oltre i 20 tumori iniziali, analizzando fino a 9 tumori aggiuntivi.
Un dataset più ampio significa:
▶ maggiore robustezza dello studio
▶ maggiore variabilità biologica osservabile
▶ maggiore capacità di individuare relazioni meno evidenti tra microbiota intestinale e metabolismo tumorale
Continuiamo insieme questo percorso.

ENGLISH VERSION
Quando la prevenzione non basta
Il tumore al colon è tra i più diffusi e la sua incidenza sta aumentando anche tra i più giovani.
Prevenzione e screening sono fondamentali, ma quando la malattia si manifesta può essere difficile da trattare efficacemente.
Non esiste una cura del tumore al colon, perché non esiste un solo tumore al colon. Ogni tumore nasce da cellule che hanno perso il controllo della propria crescita e che si evolvono in modo diverso da paziente a paziente.
Ogni persona ha un patrimonio genetico unico, uno stile di vita diverso, un ambiente biologico differente. E allora la domanda è: possiamo colpire il tumore dove è più vulnerabile?

Di cosa è goloso quel tumore?
Il laboratorio di Bioinformatica e Computational Systems Biology dell’Università di Milano-Bicocca guidato dalla Professoressa Chiara Damiani ha sviluppato metodi informatici che ci permettono di capire quali nutrienti il tumore di uno specifico paziente tende a utilizzare in modo preferenziale.

Ma chi decide cosa finisce nel piatto del tumore?
Non tutti i nutrienti che il tumore ha a disposizione provengono direttamente dalla nostra alimentazione.Nel nostro intestino vivono miliardi di microrganismi che trasformano ciò che mangiamo. Chef esclusivi, un team diverso per ogni paziente con una ricetta personalizzata.
Esiste una relazione tra microbiota e dieta del tumore? Per rispondere servono nuovi dati.
Un team di ricercatori e docenti dell’Università di Milano-Bicocca e del CNR studia come i microbi che abitano il nostro intestino influenzino ciò che il tumore al colon utilizza per crescere.
Per farlo dobbiamo caratterizzare in maniera più approfondita dei campioni tumorali di cui conosciamo già la composizione della flora intestinale del paziente. Analizzando l'RNA di 20 tumori al colon faremo il primo passo concreto per trasformare un’intuizione in evidenza scientifica.
Solo grazie al tuo aiuto possiamo generare i dati necessari per capire se è possibile mettere davvero il tumore a dieta. Unisciti a noi in questa sfida!
Perché guardare ai microbi è strategico?
Capire la relazione diretta tra dieta del paziente e dieta del tumore è estremamente complesso: troppi passaggi, troppe variabili.
La flora intestinale, detta anche microbiota, è, invece, a strettissimo contatto con il tumore al colon. È un intermediario più diretto tra ciò che mangiamo e ciò che il tumore utilizza.
Se esiste una relazione tra composizione del microbiota e preferenze metaboliche del tumore, intervenire sul “team degli chef” potrebbe essere più realistico e modulabile rispetto a modificare radicalmente la dieta del paziente. L’idea non è cambiare tutto ciò che mangiamo, ma capire se modificando la composizione del microbiota possiamo rendere la “ricetta” meno favorevole alla crescita tumorale.
Un passo concreto
La Prof.ssa Federica Facciotti, immunologa del Dipartimento di Biotecnologie e Bioscienze dell’Università di Milano-Bicocca, ha già isolato e caratterizzato il microbiota associato a diversi tumori del colon, identificando da quali microrganismi è composto il “team” di ciascun paziente. Se conoscessimo anche il “cibo preferito” di quei tumori, potremmo studiare la relazione tra dieta tumorale e composizione del microbiota. Per farlo, il primo passo è semplice e concreto:
- sequenziare l’RNA di quei tumori;
- prevedere quali nutrienti utilizzano preferenzialmente;
- studiare la relazione tra dieta del tumore e composizione del microbiota, usando metodi statistici e di intelligenza artificiale
- possiamo valorizzare campioni raccolti e caratterizzati nell’ambito di biobanche territoriali, per generare nuova conoscenza a partire da materiale biologico già disponibile.

Con il tuo aiuto possiamo raggiungere e superare l'obiettivo
Ci servono 8.000 euro per analizzare l’RNA di 20 tumori.
Grazie al supporto dell’Università di Milano-Bicocca attraverso BiUniCrowd, dobbiamo raccogliere i primi 4.000 euro: l’Ateneo contribuirà con altri 4.000 euro, raddoppiando il valore della tua donazione.
Con il tuo contributo, ogni euro vale doppio.

Venti campioni rappresentano il minimo per avviare lo studio e individuare i primi segnali.
Se riusciremo a superare l’obiettivo, potremo ampliare il numero di campioni analizzati, aumentando la capacità di identificare relazioni più complesse e meno evidenti.
Ogni contributo è un dato in più, un passo concreto verso la possibilità di capire se possiamo davvero mettere il tumore a dieta.
E dopo?
Se dimostreremo che esiste una relazione tra microbiota e dieta del tumore, avremo fatto un passo fondamentale. Ma sarà solo l'inizio. Vogliamo capire se è possibile modulare la composizione del microbiota per rendere meno favorevole al tumore la disponibilità dei suoi nutrienti preferiti. Per farlo non basta sapere “chi c’è” nel microbiota: dobbiamo capire anche cosa fa, quali nutrienti trasforma e come.

Possiamo ottenere queste informazioni analizzando anche l’RNA del microbiota e usando modelli computazionali per simulare come variazioni nel “team” influenzino ciò che finisce nel piatto del tumore.
Le ipotesi generate al computer potranno poi essere testate in laboratorio, valutando quali nutrienti vengono effettivamente prodotti da specifiche composizioni microbiche.Se dimostrata e adeguatamente caratterizzata, la relazione tra dieta del tumore e composizione del microbiota potrebbe aprire la strada a strategie personalizzate di modulazione del microbiota come possibile coadiuvante terapeutico.

Chi siamo
Il progetto nasce dalla collaborazione tra ricercatori esperti nell’analisi dei dati e nello studio del metabolismo tumorale e ricercatori specializzati nell’interazione tra microbiota e tumore. Uniamo competenze in modellazione matematica, intelligenza artificiale e biologia sperimentale per affrontare la stessa domanda da due prospettive complementari: capire come il microbiota possa influenzare la crescita tumorale.

I membri e i collaboratori del team:
Chiara Damiani – Referente computazionale e coordinamento scientifico
Professoressa Associata in Informatica, responsabile del laboratorio di Bioinformatica e Computational Systems Biology (Università di Milano-Bicocca). Esperta in modellazione del metabolismo tumorale, integrazione dati multi-omici e analisi quantitativa dei sistemi biologici.
Federica Facciotti – Referente sperimentale
Professoressa Associata in Patologia Generale e Clinica, responsabile del laboratorio di Immunologia mucosale (Università di Milano-Bicocca). Esperta nell’interazione microbiota–tumore e nella modulazione delle risposte immunitarie in ambito oncologico.
Bruno Giovanni Galuzzi – Modelli predittivi e Intelligenza Artificiale
Ricercatore in bioinformatica (CNR-IBSBC). Si occupa di integrazione di dati omici e sviluppo di modelli di Machine Learning per applicazioni biotecnologiche.
Francesco Lapi – Sviluppo software e infrastruttura dati
Studente di dottorato in Tecnologie Convergenti per i Sistemi Biomolecolari (Università di Milano-Bicocca). Sviluppa pipeline computazionali e infrastrutture per l’analisi di dati di sequenziamento, a livello single-cell e spaziale.
Giulia Toniutti – Comunicazione scientifica e divulgazione
Biotecnologa con Master in Comunicazione della Scienza e formazione teatrale: coniuga il tutto in spettacoli di teatro-scienza. Esperta nella traduzione di contenuti scientifici complessi in linguaggio accessibile per pubblico non specialistico.
Alberto Mazzari – Strategia visuale e materiali grafici
Supporto alla definizione dell’identità visiva della campagna, creazione di materiali grafici e contenuti
Emanuele Guanella - Supporto alla ricerca
Studente della laurea magistrale in Biotecnologie industriali (Università di Milano-Bicocca). Sta svolgendo la tesi di laurea sul progetto Microbi Chef.
Commenti dei sostenitori