by: LA CASA DI LEO - EOS APS | Scade il 22/05/2026 | Tipo raccolta: O tutto o niente!

La Casa di Leo è molto più di una struttura: è un rifugio gentile per le famiglie che affrontano uno dei momenti più difficili della loro vita, quello della malattia di un bambino.
Accogliamo mamme, papà, fratelli e sorelle che arrivano a Bergamo per seguire percorsi di cura complessi presso l’Ospedale Papa Giovanni XXIII, offrendo loro non solo un alloggio, ma un luogo in cui sentirsi sostenuti, ascoltati e meno soli.
Negli anni, la crescita costante dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII e l’aumento delle famiglie che arrivano da fuori territorio hanno reso evidente un bisogno sempre più urgente di accoglienza.
Per rispondere a questa esigenza, La Casa di Leo ha avviato un percorso di ampliamento pensato insieme all’ospedale, partendo dall’ascolto dei bisogni reali delle famiglie e degli operatori sanitari.
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Sono necessari arredi semplici, solidi e confortevoli, scelti per durare nel tempo e rispondere a bisogni concreti.
Il costo stimato per l’arredamento completo di una singola stanza è di circa 3.276 euro che corrisponde all'importo di questa campagna.
Ogni contributo permette di avvicinarsi all’obiettivo di rendere questi spazi pienamente fruibili.
Con questo primo step puntiamo a raggiungere l'importo per arredarne una, ma il nostro desiderio è quello di poter arredare anche le ulteriori quattro mancanti.
Ogni stanza con bagno è pensata per ospitare un nucleo familiare di 3–4 persone e comprende:
Ogni elemento contribuisce a creare un ambiente dignitoso, funzionale e accogliente.
Ogni stanza arredata è una porta che si apre, un peso che si alleggerisce, una famiglia che può affrontare il proprio percorso con un po’ più di serenità.

A febbraio 2025 abbiamo inaugurato la nuova struttura della Casa di Leo, co-progettata in stretta collaborazione con l’Ospedale Papa Giovanni XXIII.
Questo ampliamento rappresenta una risposta concreta alla crescita continua dell’ospedale e alla necessità di garantire accoglienza dignitosa a un numero sempre maggiore di famiglie.
La nuova struttura mette a disposizione:
Si tratta di spazi progettati per integrare accoglienza, cura e quotidianità, andando oltre il semplice concetto di alloggio. Nonostante la nuova struttura sia stata inaugurata e sia pienamente operativa, alcuni spazi interni non sono ancora completamente arredati e quindi non possono esprimere appieno il loro potenziale di accoglienza.
Il progetto di questa campagna nasce proprio qui: completare l’allestimento di 5 stanze rendendo questi ambienti realmente pronti ad accogliere le famiglie.
All’interno di questo progetto complessivo, ogni stanza rappresenta un tassello fondamentale per trasformare spazi nuovi in luoghi realmente abitabili.
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Ogni stanza è molto più di quattro pareti.
È il luogo in cui una famiglia può riposare dopo giornate intense, cariche di emozioni, visite mediche e attese.
È uno spazio di intimità, in cui ritrovare forza, normalità e un senso di casa anche lontano dalla propria.
Un ambiente curato, caldo e funzionale ha un impatto diretto sul benessere emotivo e fisico delle famiglie, aiutandole ad affrontare con maggiore serenità un momento di grande fragilità.
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La Casa di Leo è un housing sociale pediatrico temporaneo e condiviso che accoglie famiglie con bambini soggetti a lunghe e frequenti cure presso l’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. L’Ospedale è oggi riferimento internazionale per trapianti, oncologia e cardiologia pediatrica e richiama un numero crescente di famiglie da tutta Italia e dall’estero. La Casa di Leo è un progetto di EOS aps, associazione nata nel 2010 dalla storia di Leonardo Morghen e della sua famiglia. Dal 2005 i genitori di Leo hanno vissuto tra Italia, Europa e Stati Uniti alla ricerca di cure per una malattia rara e tuttora senza diagnosi. In quei lunghi anni di ospedalizzazione e lontananza da casa è maturata la consapevolezza di quanto l’accoglienza sia parte integrante della cura. Dall’esempio di Leo – che ha vissuto dieci anni intensi lasciando un insegnamento profondo di resilienza, altruismo e ricerca della felicità – nasce l’idea di creare anche in Italia un luogo capace di offrire alle famiglie ciò che loro avevano ricevuto all’estero: sentirsi a casa, anche nella fragilità . Negli ultimi anni, a fronte della riduzione delle strutture pediatriche di accoglienza sul territorio, la Casa di Leo è diventata sempre più indispensabile. Per questo si è reso necessario un importante ampliamento, concluso a febbraio 2025, che ha portato la struttura da 700 a 3.600 mq, con 18 unità abitative, nuove aree comuni e spazi dedicati alla didattica, alla riabilitazione e alla telemedicina, consentendo circa 300 ingressi annui . La Casa di Leo non è solo alloggio: è un luogo in cui operano volontari e professionisti – psicologi, pedagogisti, educatori e insegnanti – che accompagnano bambini e genitori lungo tutto il percorso di cura. Qui la terapia si affianca al sostegno psicologico, al recupero scolastico, all’insegnamento linguistico e a momenti di normalità condivisa. Per completare l’ampliamento e continuare a garantire questi servizi, è oggi indispensabile il contributo di tutti.
Al momento non ci sono news pubblicate.
Ecco i gloriosi GINGERs che hanno sostenuto il progetto finora:
BCC Bergamasca e Orobica
Nicole Finassi
Riccardo Rebolini
Pezzotti mariarosa
Daniela Pecis
Orietta Gusmini
Elena Petro’
Giuseppe Ciraci
Laura gotti
Stefania Forlingieri
Massimiliano Mariani
BCC Bergamasca e Orobica
https://www.ideaginger.it/progetti/arrediamo-la-casa-di-leo-camere-per-le-famiglie-con-bambini-in-cura-all-ospedale-di-bergamo.html
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