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Obiettivo raggiunto!
10.015 raccolti su € 10.000 100 % obiettivo raggiunto 129 sostenitori 04/07/2015 progetto concluso

L’autostrada del Brennero fila dritta verso nord, il mio piede spinge sull’acceleratore. Sento e provo elettricità, quella sottile intensa conosciuta eccitazione che preannuncia le giornate speciali come questa. Ne fiuto l’inebriante aroma e baldanzosa lo seguo. Mentre guido pregusto le ore che stanno per arrivare e intanto immagino piani per la giornata. Si chiacchiera un po’, poi come in un film già visto, Matte e la Giulia scivolano inesorabilmente nella dolcezza del sonno, mentre alle mie spalle il Moro, smilzo suricato all’imbocco della tana, inesorabilmente vigila (sulla mia guida?). Il cartello indica l’uscita di Affi, la macchina prosegue. Risalendo la valle dell’Adige che si allarga mi prende sempre la stessa immutata emozione di quando, a 11 anni, naso appiccicato al finestrino dell’auto di mio padre ed occhi spalancati, credevo di sognare la prima volta che attraversai questa valle che ora come allora sfila ai fianchi della macchina, fra infinite cangianti pareti di calcare disegnata dal placido nastro blu dell’Adige che si intreccia con quello dell’asfalto. Ogni volta che passo mi prende lo stesso fanciullesco stupore. Tuffo al cuore che si rinnova. A Trento piccolo stop, giusto il tempo di caricare Fede, e subito arriva l’uscita di Bolzano Sud: sulla destra la sagoma scura da sottomarino del Salewacube è lì che ci aspetta. Sono le 10 appena passate di una domenica mattina di metà giugno, il parcheggio è vuoto e il furgo di Pietro è subito individuato (“sarò già lì” mi aveva scritto.. privilegiata, sorprendente certezza). Fermandoci lo affianchiamo mentre è indaffarato a tirare fuori il materiale, si gira, i suoi occhi curiosi scrutano i volti dentro la macchina e istantaneamente si illuminano, i sorrisi si trasformano subito in risate, si sprigiona e si libera in tutti noi la voglia di quella cristallina euforia/allegria di ritrovarsi insieme. Già, la squadra oggi è al gran completo. Scendiamo dalla macchina, ed è subito un intreccio di abbracci. Superabbracci. Come un piccolo stormo di uccelli pigolanti, tra risate e scherzi, entriamo leggeri nel familiare e quieto antro del Salewa Cube. Lentamente l’impeto di euforia lascia spazio all’avvio delle attività della giornata, non c’è bisogno di dirsi niente perché oramai siamo navigati fra di noi, equipaggio rodato ed affiatato che naviga a vista con la libertà di lasciarsi portare da venti costanti, esploratori senza meta uniti dal piacere dalla scoperta di una rotta dalle mille e più sfaccettature, sconosciuta eppure bellissima. Se il parcheggio è vuoto, la palestra è ancora deserta, la sua impressionante gigantesca apertura spalancata apre alle montagne e al cielo carico di nubi grigie. Secondo tuffo al cuore. Andiamo diretti al piano basso e ci accomodiamo con gesti e rituali conosciuti (la Bionda intercetta subito il cuscinone e si accomoda nel vero senso della parola), omaggiamo l’inizio dell’allenamento con il “nostro” saluto al sole (ovvero quella che oramai è una versione tutta nostra, da me nel tempo un po’ rimaneggiata a forza di inserirci di tutto un po’). Il riscaldamento prosegue, mentre Pietro e Fede indaffarati tirano su corde. Ma bisogna fare la foto di squadra da mandare ai nostri sostenitori di “Vincersi”, così l’obiettivo manovrato dal gentilissimo ragazzo del “Salewa” immortala a più non posso la nostra ilarità che in un’attimo si è riscatenata. Curiosa, inforco gli occhiali e scruto attentamente la foto che Fede ha scelto da pubblicare sulla pagina fb del film, una inebriante miscela di sentimenti mi assale. La giornata scorre fluida, leggera, l’alchimia si rinnova e tra nasi all’insù e sguardi sbalorditi, anche oggi abbiamo fatto un gran bel lavoro, Bionda Moro e Matte hanno arrampicato molto e molto bene su questa enorme parete strapiombante (circa il grado di intensità le mani malmesse di Giulio la dicono lunga, rivelando la messa in atto di un impietoso “ingrumamento”, ma lui soddisfatto le mostra e sorride, quindi a posto così..).

 

Noi, giù in basso, abbiamo ingaggiato infuocate indicibili sfide cronometriche a mo’ di duellanti. Sono le sette e mezza di sera quando torniamo alle macchine e a ritroso consumiamo il rito di baci/abbracci/battute con il buon umore e l’entusiasmo di chi sa che presto si rivedrà. Adesso l’autostrada del Brennero fila diritta verso sud, il mio piede spinge sull’acceleratore, lasciamo Fede a Trento e via verso Bologna. Chiacchierando con Matte il viaggio se ne va veloce. La Bionda sonnecchia (forse sogna della maturità ma forse, come spero, di cose amene). Giulio inesorabilmente sorveglia (la strada?). Dentro di me sottili benefiche vibrazioni riecheggiano la dolce melodia sinfonica di un altro giorno perfetto e intanto mi scivola dentro un acuto senso di gaiezza e di gratitudine per questo frammento, ulteriore prezioso tassello di questa incredibile fantastica storia.

Conosci il progettista:

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GIULIA, GIULIO E MATTEO


Giulia Poggioli, 18 anni, Liceo Classico, dal 2010 sono nella squadra agonistica CUS Bologna; dal 2012 atleta della nazionale categoria B2 - ipovedente gravissima. A 15 anni ho esordito ai Campionati del Mondo Paraclimb Lead di Parigi, salendo sul terzo gradino del podio, risultato confermato ai Campionati del Mondo di Spagna 2014. Per me l'arrampicata è una via sempre nuova che mi conduce verso qualcosa di misterioso: non importa vedere cos'è, basta percepirlo.

Giulio Cevenini, 21 anni, studente di Giurisprudenza, dal 2010 nella squadra agonistica CUS Bologna. Nella squadra nazionale B di Paraclimbing dal 2012, categoria B2 - ipovedente gravissimo. Lo scorso anno sono salito per la prima volta sul primo gradino del podio della Paraclimbing Cup di Arco di Trento. Per me ogni via è sempre una nuova sfida che mi tempra e mi permette di affrontare gli obiettivi della vita con entusiasmo e determinazione. E il bello, è soprattutto il condividere tutto ciò con degli amici.

Matteo Stefani, 22 anni, studente del corso universitario per Educatore Professionale Sanitario, arrampico da sempre, anche se ho incontrato l'arrampicata sportiva nel 2008 e sono atleta nazionale dal 2009 ossia dall'alba delle competizioni internazionali di Paraclimbing, categoria B1 - cieco totale. Nel 2011, ai primi Campionati del Mondo di Paraclimbing tenutisi ad Arco (TN), mi sono laureato Campione del Mondo di Lead e di Speed (di quest'ultima specialità detengo tutt'oggi il titolo), nel 2012 e 2014 salgo sul terzo gradino del Campionati del Mondo Lead. Nel 2013 sono oro di Boulder alla Paralimbing Cup di Laval e argento ai Campionati Europei Lead di Chamonix. In ambito italiano sono al primo posto dal 2010, ossia da quando esistono competizioni di Paraclimbing in Italia. Per me l'arrampicata è un istinto di libertà. Un istinto di rabbia, tenacia, calma, pacatezza. Un istinto d’opposti: un istinto che esplode, un istinto che scorre leggero a servizio della


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