by: Associazione Italia-Ucraina (Bologna) | data 28/04/2026
Il progetto "Un letto comodo per i bambini dell'orfanotrofio in Ucraina" è concluso, ma prima di trarre le conclusioni e raccontarvi il risultato raggiunto, desideriamo ripercorrere insieme il nostro percorso.
Nel maggio 2025 abbiamo lanciato la nostra prima campagna di crowdfunding sulla piattaforma IdeaGinger.it, partecipando al bando A.MI.CO. Humanitarian Action – Crowdfunding promosso dall’OIM. L’obiettivo iniziale era chiaro e molto concreto: raccogliere fondi per acquistare 35 letti, materassi e comodini destinati a un orfanotrofio in Ucraina. Volevamo garantire a questi bambini qualcosa che spesso diamo per scontato: un letto dignitoso, uno spazio personale in cui riposare e sentirsi accolti.
Per raggiungere questo traguardo, abbiamo attivato la nostra rete di sostenitori, organizzando eventi come cene solidali e vendite di dolci. Si è trattato di un lavoro collettivo, fatto di impegno, partecipazione e fiducia. A fine giugno siamo riusciti non solo a raggiungere l’obiettivo prefissato, ma addirittura a superarlo leggermente.
Tuttavia, ciò che è accaduto dopo ha superato ogni aspettativa. La campagna ha iniziato a circolare su scala internazionale, attirando l’attenzione di alcune persone che hanno deciso di contribuire in modo straordinario, acquistando direttamente tutti i mobili necessari e occupandosi della spedizione verso l’orfanotrofio.
Questo risultato ci ha posti di fronte a una nuova possibilità, ma anche a una responsabilità: come utilizzare al meglio le risorse raccolte? La risposta è stata quella di ampliare il nostro intervento, scegliendo di sostenere un’altra realtà con bisogni simili: il centro di riabilitazione per bambini con disabilità di Berdychiv.
Si tratta di una struttura che accoglie bambini con disabilità tra i 2 e i 18 anni, offrendo loro servizi fondamentali come riabilitazione fisica, terapia occupazionale, logopedia e supporto cognitivo e neuropsicologico. In un contesto in cui l’integrazione scolastica dei bambini con disabilità non è ancora pienamente garantita, questo centro rappresenta un punto di riferimento essenziale non solo per i bambini, ma anche per le loro famiglie.
Nel luglio 2025 abbiamo ricevuto anche un ulteriore finanziamento integrativo da parte dell’OIM, che ci ha permesso di potenziare ulteriormente il nostro intervento. Nel frattempo, il centro è riuscito a trasferirsi in una nuova sede, più ampia e più adatta ad accogliere un numero crescente di bambini.
È importante sottolineare che questo cambiamento non è stato semplice: i genitori dei bambini si sono mobilitati in prima persona per ristrutturare la nuova struttura, lavorando manualmente nonostante le difficoltà, tra cui frequenti interruzioni di corrente e condizioni climatiche rigide. Questo aspetto evidenzia un elemento centrale del progetto: la partecipazione attiva della comunità.
Parallelamente, il nostro team si è occupato di individuare e acquistare le attrezzature necessarie. Sono arrivati innanzitutto i nuovi letti, che hanno permesso ai bambini di riposarsi direttamente nel centro senza dover rientrare a casa subito dopo le attività.
Gli educatori hanno colto questa opportunità anche come momento educativo, insegnando ai bambini piccoli gesti quotidiani di autonomia, come riordinare e rifare il proprio letto. In questo modo, ogni intervento materiale si è trasformato anche in un’occasione di crescita personale.
Sono stati poi introdotti una lavatrice e un’asciugatrice, strumenti che hanno semplificato notevolmente il lavoro degli operatori, eliminando la necessità di lavare tutto a mano. Anche in questo caso, queste risorse sono diventate strumenti educativi, permettendo ai bambini di imparare gradualmente a prendersi cura delle proprie cose.
Un ulteriore passo importante è stato l’allestimento di una nuova cucina con fornello elettrico, che ha reso più sicura ed efficiente la preparazione dei pasti. Questo spazio è diventato anche un luogo di apprendimento, dove i ragazzi più grandi partecipano a piccoli laboratori di cucina, sviluppando competenze pratiche e maggiore autonomia.
Per quanto riguarda la gestione degli spazi, l’introduzione di un aspirapolvere professionale e di materiali per la pulizia ha migliorato significativamente le condizioni igieniche del centro, rendendo più agevole il lavoro quotidiano degli educatori.
Grande attenzione è stata dedicata anche agli aspetti educativi e relazionali. I bambini hanno ricevuto kit per l’arteterapia, un’attività particolarmente importante perché stimola lo sviluppo cognitivo e motorio, favorisce la comunicazione e offre uno spazio sicuro per esprimere emozioni e creatività.
Allo stesso tempo, le famiglie sono state supportate attraverso la distribuzione di kit per l’igiene personale e pannolini, contribuendo in modo concreto al benessere quotidiano dei bambini.
Un ambito fondamentale è stato quello della riabilitazione fisica e neurologica. Grazie all’introduzione di strumenti come un lettino per massaggi, sterilizzatori per le attrezzature di logopedia e un guanto riabilitativo, terapisti ed educatori hanno potuto svolgere le loro attività in modo più efficace e sicuro.
Oggi, il centro è una realtà viva e in continua crescita, che accoglie quasi 200 bambini. Questo risultato è stato possibile grazie al contributo di 53 sostenitori che hanno partecipato alla campagna su IdeaGinger e al supporto costante dell’OIM.
Questo progetto dimostra che la solidarietà non è un concetto astratto, ma un processo concreto fatto di azioni, relazioni e responsabilità condivise. Dimostra che, quando risorse, competenze e volontà si incontrano, è possibile generare un cambiamento reale e duraturo.
Ma soprattutto, ci ricorda che dietro ogni numero, ogni dato e ogni intervento ci sono persone, storie e vite che possono essere trasformate.
L’unione, in questo caso, non è solo uno slogan: è stata la condizione necessaria per rendere possibile tutto questo. E forse è proprio da qui che dovremmo partire ogni volta che pensiamo al cambiamento: dalla consapevolezza che, insieme, possiamo fare molto di più di quanto immaginiamo.
Qui potete visionare le foto del nostro percorso e i risultati raggiunti:
Grazie.